FC Sassari Torres Femminile, Andrea Budroni: ”Ecco perché ho preso la società. Abbiamo in mente tanti progetti”

SASSARI – Appuntamento speciale questa settimana per la nostra rubrica #atupertu: ai nostri microfoni ha parlato il presidente Andrea Budroni, figura principale della Torres Femminile che si è raccontato a 360° tra passato, presente e futuro.

Presidente, ben ritrovato. Partiamo dal principio e dalle dovute presentazioni: chi è Andrea Budroni? 
“Nasco come giocatore di basket nel Sant’Orsola, è stato il mio primo sport – che amo ancora – e il coach era Gianni Mozzo. Ho giocato a pallacanestro per quasi 8 anni, probabilmente in virtù dell’altezza i miei hanno pensato fossi più adatto al basket che al calcio; tuttavia, ho provato anche a giocare a pallone ma a causa di un infortunio muscolare ho deciso di smettere abbastanza presto. In seguito decisi di fare il corso di arbitro, ero appena maggiorenne: fu la mia fortuna perché per 10 anni sono riuscito a costruirmi una buona carriera e inizialmente ho bruciato anche le tappe. Ricordo che nel giro di 3 anni sono riuscito a salire repentinamente di categoria dal settore giovanile sino alla promozione, concludendo nel massimo campionato sardo la mia breve carriera. Nell’A.I.A. ho trovato una famiglia e questo percorso per me ha rappresentato davvero tanto: conservo ancora tantissimi ricordi tra cui quello di Carlo Usai, presidente dell’epoca e del CRA (organo tecnico regionale). Decisi di smettere perché non sono riuscito a raggiungere la Serie D e intrapresi un’altra avventura nell’MSP nel ruolo di vicepresidente della sezione provinciale di Sassari. Dalla stagione 2005-2006 sino al 2013 mi sono allontanato dallo sport per dedicarmi di più alla vita privata. Cinque anni fa c’è stato il ritorno in maniera importante nel mondo del calcio: la prima svolta è arrivata con la Torres maschile nelle vesti di dirigente, ruolo che ho ricoperto perché il vicepresidente di allora, un mio carissimo amico, mi ha voluto con sé per questa nuova avventura. È stato un anno e mezzo molto tribolato che ci ha permesso di toglierci una soddisfazione importante: grazie al grandioso lavoro di 3 mesi svolto dal gruppo dei dirigenti sassaresi, siamo riusciti ad ottenere il ripescaggio nella prima Lega Pro voluta dalla FIGC. Dopo quell’esperienza pensavo di aver smesso col calcio (ti dà tante soddisfazioni ma se non è ancorato a tre fattori fondamentali – passione, onestà e risorse – non si riesce a viverlo in maniera serena), anche se ad esser sincero pensavo di averlo abbandonato definitivamente fino al 2016.”

La domanda sorge spontanea: quali sono state le dinamiche che ti hanno convinto a prendere la Torres Femminile? 
“La nuova società è stata formata da un gruppo di amici nel periodo compreso tra febbraio e aprile del 2016. Mi chiesero di rifondare la Torres Femminile assieme a loro e mi proposero di traghettarla per un periodo di transizione; l’idea era quella di rifondare quella gloriosa società che aveva dato lustro e vittorie alla città di Sassari dagli anni ’90 sino al 2013. Il progetto prevedeva di rimettere in piedi la società verso un percorso futuribile ancora tutto da definire. Col tempo è rimasto solo Francesco Muggianu, il nostro attuale DS e insostituibile braccio destro della nostra società. Francesco è il dirigente che prima di tutti mi ha sostenuto e continua a farlo sempre con la stessa dedizione e con gli immancabili princìpi che accompagnano questa società, ossia l’onestà e la passione; Francesco è l’anima della Torres, è il collante che se mancasse non permetterebbe alla Torres Femminile di esistere. Insieme a lui abbiamo vissuto e continuiamo a vivere anni di sacrifici, sofferenze e qualche soddisfazione.
Il primo anno è stato molto in pianura, abbiamo patito lo smacco del non ripescaggio in B ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo conquistato sul campo la serie cadetta. Abbiamo contribuito in maniera determinante a riformare la Serie C Regionale vincendola con pieno merito; abbiamo contribuito anche alla rifondazione della rappresentativa regionale poiché abbiamo concesso alla federazione almeno 11 giocatrici per disputare il Torneo delle Regioni. Inoltre, sempre lo stesso anno (stagione 2016-2017), abbiamo vinto anche la Coppa Italia regionale.

L’anno scorso, nella nostra seconda stagione, abbiamo disputato la Serie B nazionale con mille dubbi di natura organizzativa e logistica; siamo comunque riusciti a fare tutto ciò che dovevamo fare organizzando le trasferte al meglio e accontentando il mister e tutte le esigenze della squadra, siamo stati impeccabili. Non è stato facile perché per molti di noi era la prima volta, tuttavia siamo riusciti a compiere tutti i passi necessari per fare le cose al meglio delle nostre possibilità. In tutto questo ho avuto la fortuna di conoscere una grande persona che è Tore Arca, un mister e una persona che ho avuto modo di apprezzare dal punto di vista dell’educazione, della signorilità e dell’amicizia vera, un grande professionista e un grande mister che meriterebbe di allenare solo in Serie A e solo squadre di vertice.”

Dunque la stagione corrente cade nel terzo anno della gestione Andrea Budroni, terzo anno che ci vede protagonisti nel Girone C della nuova Serie C Interregionale. 
“Dopo l’esperienza dell’anno scorso sappiamo che questo campionato sarebbe stato altrettanto complicato e colmo di insidie. Per questo a dicembre torneremo sul mercato e stiamo lavorando da un mese e mezzo per rinforzare la squadra. Siamo pronti ad intervenire pesantemente: abbiamo una carenza a centrocampo, parzialmente colmata con gli innesti di Iannetti e Lombardo, che ci costringe a non avere la dinamicità e la concretezza necessaria, per questo dovremo intervenire in maniera mirata in quel reparto. Inoltre ci serve una punta di peso perché dobbiamo dare al mister delle alternative di valore. Puntiamo a fare un’importante campagna di rinforzo.
Mi preme sottolineare che la società non boccia nessuna e mi prendo tutte le responsabilità del mercato fatto in estate: coloro che vanno in campo hanno tutta la mia stima e il mio appoggio, diamo tutto il sostegno possibile alle ragazze che in questo momento stanno cercando di dare il massimo. La società è contenta dell’operato dell’attuale rosa ma sono necessarie nuove forze per consentire al mister di avere nuove soluzioni: dai primi di dicembre non ci saranno più scuse e ci sarà più concorrenza e competitività, i nuovi innesti daranno qualcosa in più a livello numerico e sul piano della qualità. Tutte si giocheranno il posto e mister Desole avrà più scelta e avrà la possibilità di lavorare con un gruppo più ampio al fine di scegliere la miglior formazione possibile partita dopo partita. Vogliamo che il nostro allenatore non vada in difficoltà e che possa avere scelta tra infortuni, squalifiche e cali di forma che, inevitabilmente, ci saranno nel corso del campionato. Inoltre, da questo mercato – e dunque con la rosa ampia – si inizierà seriamente a programmare il prossimo biennio.”

Da Tore Arca a Mario Desole: la scelta del mister com’è nata e come si è sviluppata?
“Con mister Mario Desole ci siamo conosciuti nei primi giorni di ottobre. La scelta è stata dettata da una serie di valutazioni importanti che abbiamo fatto in corso d’opera: ci dava garanzie dal punto di vista dell’esperienza nazionale e soprattutto sul calcio femminile perché il curriculum parla da solo. È un allenatore che ha esperienza e che ci dà ampie garanzie sotto tanti aspetti, abbiamo scelto lui e se potessimo tornare indietro rifaremmo la stessa scelta. Abbiamo davvero tanta fiducia nel suo operato e lo apprezziamo a livello umano e personale, stiamo scoprendo qualità importanti che fanno parte dei princìpi fondamentali della nostra società. Oggi il presente è Mario Desole, in questo momento sono onorato di averlo come mister e giorno dopo giorno sto scoprendo e apprezzando le doti tecniche e umane; con lui speriamo di risalire la china e di programmare il futuro in una certa maniera. Voglio ringraziarlo per aver accettato a scatola chiusa e per averci dato fiducia, al tempo stesso è giusto che lo sostenga e dia adito a ciò che gli ho promesso e voglio metterlo nelle condizioni ideali per permettergli di lavorare al meglio nei prossimi anni. Spero che lui sia il mister del futuro.”

Progetto Torres: dove vuole arrivare l’ambizione di Andrea Budroni?
“La mia ambizione è quella di creare una società solida con una programmazione importante. Nonostante i risultati attuali siamo fiduciosi ed ambiziosi, vogliamo cercare di costruire un futuro importante con e per le nostre ragazze e speriamo di cominciare ad ottenere i risultati desiderati già quest’anno. La nostra intenzione è quella di creare una società efficiente: se non si hanno a disposizione una segreteria preparata e professionale, un settore giovanile importante, una piccola struttura di proprietà e una sede organizzata non puoi pensare in grande. Fortunatamente abbiamo un’importantissima segreteria sportiva che fa riferimento a Rita Marras, un importante e capiente settore giovanile con un mister come Antonello Campus – e il relativo staff – che stimo molto, unito ad una grande dirigente come Claudia Carta che stiamo scoprendo giorno dopo giorno con enorme soddisfazione. Inoltre siamo molto soddisfatti di aver implementato lo staff comunicazione e marketing – che fa riferimento a Luca Prota, altra figura fondamentale della nostra società grazie al suo sostegno e alla sua immensa disponibilità – con il supporto di Stefano Migheli. Non dimentico anche Gavino Carta, figura determinante per supportare tutta la struttura portante delle varie attività che vengono svolte giornalmente presso le nostre strutture. La Torres Femminile, dunque, non è solamente composta dal presidente, dal mister, dal direttore e dalle ragazze: ci sono ore e ore di lavoro da parte di tutti per dare una vetrina importante alle squadre, alla società e agli sponsor. Per quanto riguarda il futuro, le mie priorità per la rifondazione della Torres Femminile riguardano il settore giovanile, il sociale e la prima squadra: deve avere quell’impronta sarda che stiamo cercando di costruire giorno dopo giorno con l’Academy e con l’inclusione in prima squadra delle migliori atlete sarde.
In conclusione, stiamo pensando anche ad una struttura di accoglienza per il vivaio e per le ragazze fuori sede, una struttura che potrebbe essere utilizzata per l’Academy e per la prima squadra.”

A proposito del settore giovanile, da qualche anno la Torres Femminile vanta un’Academy importante che sta consentendo la crescita del vivaio rossoblù.
“L’Academy nasce nel 2016 e si tratta di un settore giovanile in continua espansione. È cresciuto molto dal primo anno sino ad oggi, non solo in termini numerici ma anche qualitativamente: facciamo 3 campionati e sono molto contento di come si sta sviluppando anno dopo anno. Il mister è molto valido, crede molto nel progetto e fa parte della categoria dei passionali: ci mette passione, onesta e lealtà, caratteristiche che ben si sposano con la nostra causa. Sono molto contento di come stanno andando le cose perché abbiamo creato un ottimo movimento e ci avvaliamo dell’ausilio di uno staff importante: abbiamo un preparatore dei portieri validissimo che è Giovanni Casali e ringraziamo Uno Lab che ci permette di averlo a disposizione. Abbiamo una figura per la gestione del settore giovanile che è Claudia Carta, una responsabile che è davvero tanta roba e che sta dimostrando di essere un dirigente con la D maiuscola.”

Progetti futuri e Torres nel sociale: la società opera anche fuori dal campo con enorme successo. 
“Da anni la Torres femminile è impegnata nel sociale con varie campagne, in primis per quanto riguarda la lotta contro il bullismo. L’abbiamo proposta l’anno scorso attraverso il filone #InFuorigioco e la riproporremo anche quest’anno con l’ausilio di tutti gli enti preposti che possono dare una mano. Vogliamo aiutare chi lavora per l’azzeramento di questo fenomeno sociale e vogliamo sensibilizzare coloro che sono state vittime a reagire: perciò è importante riconoscere il fenomeno, far emergere la problematica e parlare anche con i bulli, che tra l’altro possono essere loro stessi delle persone che soffrono. Tra i prossimi impegni già calendarizzati faremo visita, come di consueto da quando ho preso le redini della società, alle Cliniche Pediatriche dirette dal Dott. Antonucci che ringrazio fin da ora assieme alla Caposala dott.ssa Zara.
Lo scorso anno uno dei più grandi successi è stata la giornata “Io mando la SLA #InFuorigioco”: un percorso organizzato dalla Torres Femminile nelle persone di Luca Prota e Leonarda Sechi con l’ausilio dei Fedales’ 78 di Bono. Dopo una mattinata dedicata agli aspetti scientifici, abbiamo organizzato un’amichevole pomeridiana (che ha visto coinvolti me, tutto lo staff, amici e personaggi di spicco come Vittorio Pusceddu, Marco Bazzoni e Luca Rusani) che ha chiuso la nostra missione con un ricavato – importante nelle cifre – interamente devoluto allo SLA Dream Team di Paolo Palumbo, il più giovane malato di SLA d’Italia. Una giornata emozionante di cui andiamo orgogliosi e che cercheremo assolutamente di ripetere.
Oltre alle idee già citate in precedenza, vorremo sicuramente potenziare il settore giovanile creando una struttura ancora più importante e monitorando le ragazze locali per portarle da noi prima del limite d’età.
In conclusione vorrei che la mia società fosse l’amplificatore dei messaggi importanti che esulano dal calcio: questo sport è la chiave per aprire molte menti e molti cuori, vorremmo essere i portati degli importanti messaggi sociali di cui ci facciamo portavoce attraverso il calcio, le nostre ragazze e la nostra società. Vogliamo essere gli ambasciatori dei problemi e la stampella alle risoluzioni delle problematiche esistenti all’interno del tessuto sociale della città di Sassari.”

Stefano Migheli – www.sassaritorresfemminile.it

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