A tu per tu con la “number one” Beth Griffiths

Oggi ci sediamo a tu per tu con l’estremo difensore rossoblù, Beth Griffiths.

Classe ’93, fino a settembre viveva a Leamington Spa, vicino la più nota Birmingham. Oggi, quando le abbiamo chiesto di rilasciarci questa intervista ha prima risposto “Io non parlo italiano” poi ha sorriso, ha aggiunto un british “mmm ti bigliu pa li peri” e ha iniziato a raccontarsi.

  1. Sei stata la prima straniera di questa nuova gestione Budroni. Cosa ti ha spinto a venire in Sardegna e come stai vivendo questa avventura?

    Sì, sono stata la prima straniera di questa nuova squadra e sono orgogliosa di questa scelta. Ho deciso di lasciare la mia terra di origine per fare questa nuova esperienza, conoscere una realtà sportiva importante come quella della Torres Femminile e approfittarne per imparare l’italiano. Nonostante i risultati, mi sto trovando bene e sono molto contenta di essere stata accolta benissimo sia dalla società che dalle ragazze.

  2. Durante la stagione sei migliorata molto sia tecnicamente che fisicamente, a cosa è dovuta questa crescita?

    Ho lavorato tutto la stagione con Bruno (Putzu, preparatore dei portieri ndr) a migliorare non solo le cose tecniche e fisiche ma anche a provare a capire quali fossero le giuste decisioni da prendere durante una partita: come e quando devo uscire, quando stare in porta o a parlare in campo, cosa per me difficile prima di imparare bene l’italiano. Nel corso di questa stagione, grazie al duro lavoro di Mister Putzu, vedo che sto diventando un portiere più forte e più capace.

  3. Domenica una brutta sconfitta contro l’Inter Femminile. Cosa è successo e come affronterai invece la sfida contro il Milan Ladies?

    Una partita come quella di domenica sicuramente ci ha insegnato molto. Dovevamo usare di più la testa, non l’abbiamo fatto e il risultato parla da solo però adesso dobbiamo pensare alla prossima gara. Sono sicura che in questa settimana ci alleneremo al meglio per dimostrare a tutti, ma soprattutto a noi stesse, che dalle sconfitte possiamo solo imparare e non ripetere gli stessi errori.

  4. Cosa vedi nel tuo futuro? Se la società scegliesse di puntare ancora su di te, cosa risponderesti e perché?

    Quando smetterò di giocare a calcio, spero il più tardi possibile, vorrei fare la preparatrice dei portieri delle squadre giovanili. Ma oggi, se la società scegliesse di puntare su di me per la prossima stagione ne sarei molto felice, perché sono convinta che posso migliorare molto grazie allo staff e grazie agli allenamenti che sto ricevendo. Se mi chiederanno, risponderò: Io voglio restare.

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